Caffè Trieste · Galliera Veneta

Un posto dove
ritrovarsi.

Una nuova energia, una storia lunga più di un secolo e la voglia di tenere vivo il cuore del paese.

La nuova gestione

Chi siamo

Nel 2026 il Caffè Trieste riapre con una nuova energia, quella di Pavan Andrea e Rubin Luca. Accanto a loro ci sono i collaboratori A. V. e M. S., parte di una squadra che mette ogni giorno passione, attenzione e presenza al servizio delle persone.

Il progetto nasce da due soci da sempre partecipi nel mondo del calcio, sia giocato sia organizzativo. Andrea e Luca sono infatti membri dei Timbers, squadra di calcio amatori del paese, a Galliera Veneta: un’esperienza fatta di gruppo, impegno e occasioni per stare insieme. Proprio da questa familiarità con il pubblico e con i momenti di ritrovo nasce il desiderio di creare un luogo aperto a tutti.

Dopo un breve periodo di chiusura, il Caffè Trieste riparte con un nuovo stile, prodotti di qualità e la volontà di offrire un servizio professionale e di buon livello. L’obiettivo è dare nuova vita al centro, come il Caffè Trieste ha sempre saputo fare: essere un punto di riferimento, favorire gli incontri, l’amicizia e quella parte di vita sociale che rende un paese più vivo.

Ci saranno anche obiettivi e iniziative a scopo benefico. E, con un tono un po’ meno serio, ci auguriamo di fare anche un bel po’ di festa.

021920—oggi

Una storia di paese

La storia

Non si conosce con certezza la data della prima apertura del locale, ma sembra che la prima licenza risalga al 1920. Da allora il Caffè Trieste ha attraversato generazioni, cambiamenti e diverse gestioni, restando legato alla vita quotidiana di Galliera Veneta.

Il suo nome sembra nascere proprio dalla posizione del locale. Davanti al bar passa via Roma, che fino agli anni Ottanta era la strada provinciale di collegamento tra Vicenza e Treviso. Proprio davanti al Caffè Trieste si trovava la fermata dell’autobus della tratta Milano–Trieste: da qui, probabilmente, il nome che ancora oggi lo identifica.

Si narra che, quando quella linea era attiva, chi doveva prendere l’autobus aspettasse spesso dentro il bar. Per far capire all’autista che c’era qualcuno in attesa, si appoggiava una sedia in posizione obliqua al muro dell’edificio. Un piccolo segnale, semplice e ingegnoso, diventato parte della memoria del locale.

Nel corso degli anni si sono susseguite la gestione dei Furlan, quella di “Teresa e Beppi”, la gestione dei fratelli De Poli, ancora oggi titolari dello stabile, e la gestione Fior. Dal 2026, questa storia accoglie una nuova pagina: quella di una gestione intraprendente, pronta a custodire ciò che esiste e a costruire ciò che ancora manca.